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lunedì 30 maggio 2011

Quando la pubblicità non si può fare. Il caso Boiron


Senza se e senza ma: in Italia fare pubblicità ai farmaci è vietato. Si badi bene, non a tutti i medicinali. Per questo, in tv si vedono gli spot dell’Aspirina o quelli degli sciroppi per la tosse.
Nello specifico, il divieto di legge riguarda i farmaci soggetti alla prescrizione medica. Il tema è molto dibattuto, così come per le bevande alcooliche – anch’esse bandite dai media – il problema è il danno commerciale arrecato dalla mancanza di visibilità.

Sì, perché, nonostante qualcuno dica il contrario, se un prodotto non ha visibilità e non viene pubblicizzato, è molto difficile che abbia successo.
Nel campo dell’omeopatia il discorso è ancora più complesso. Nonostante il contenuto di principi attivi all’interno dei medicinali omeopatici sia molto diluito, questi prodotti ugualmente non possono essere pubblicizzati. La mancanza di cultura in merito e di medici informati che avvisino le persone sulla possibilità di curare alcune patologie meno gravi, come mal di gola e raffreddore, attraverso l’omeopatia, non favoriscono la diffusione di questa scienza.


Anche di questo si è parlato all'evento del 19 aprile organizzato a Milano da Boiron e di cui protagonisti sono stati un nutrito gruppo di blogger italiani che hanno discusso sui vari aspetti della medicina omeopatica.
Ed è stata proprio la storica casa omeopatica francese - di cui il volto più noto è Christian Boiron - ad aver tentato, in campo pubblicitario, una strada alternativa nel nostro paese.

L’espediente è stato fare una non-pubblicità. Sulle testate cartacee è stata riportata la foto della confezione di un medicinale omeopatico a cui era stato vistosamente cancellato il nome. Il pay off riportava: “In Francia è il numero uno degli antinfluenzali. In Italia non possiamo mostrarlo. In Italia i medicinali omeopatici non hanno ancora il diritto di essere citati nella pubblicità, né di riportare le indicazioni terapeutiche sulla confezione. Perciò parlatene con il vostro medico o il vostro farmacista: vi consiglieranno nella maniera più opportuna”.
Stessa cosa in radio dove l’espediente della cancellatura è stato realizzato con un bip al momento di indicare il nome del medicinale.

Una trovata simpatica, ma dopo poco tempo il caso Boiron è stata contestato e riportato all’Autorità.
E voi, siete favorevoli o contrari alla pubblicità di medicinali in tv?
Articolo sponsorizzato
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